LA DIALETTICA (1)

Ma qui sta il punto principale.L’innata vanità particolarmente suscettibile per ciò che riguarda l’intelligenza, non vuole accettare che quanto da noi sostenuto in principio risulti falso , e vero quanto sostiene l’avversario.Se cosi fosse, ciascuno non dovrebbe fare altro che cercare di pronunciare giudizi giusti: quindi dovrebbe prima pensare e poi parlare . Ma nei più, all’innata vanità si accompagna una loquacità e una slealtà connaturata. Essi parlano prima di aver pensato, e se anche poi si accorgono che la loro affermazione è falsa e hanno torto, deve nondimeno apparire come se fosse il contrario.

L’interesse per la verità, che nella maggioranza dei casi è stato l’unico motivo per sostenere la tesi  ritenuta vera, cede ora completamente il passo all’interesse della vanità: il vero deve apparire falso e il falso vero.

Tuttavia anche questa slealtà, anche l’insistere su una tesi che già a noi stessi appare falsa,può trovare una scusante:molte volte all’inizio siamo fermamente convinti della verità della nostra affermazione;

ma ora l’argomento dell’avversario sembra rovesciarla : abbandonando pero subito la nostra causa, spesso ci accorgiamo  poi che avevamo ragione; la nostra prova era falsa, ma per quella affermazione era possibile darne una giusta : l’argomento risolutore non ci era venuto in mente subito.

un bene prezioso

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