Quando…

quando sei giovane

danzi allegramente

(mentre piove a dirotto)

tra una goccia e l’altra per

goderti la vita,

ora invece, mentre piove incessantemente

cammini lentamente

per nascondere tra tra quelle gocce acqua

le tue lacrime d’amore.

B.Arti

 

Le Serate

Le serate sul divano

leggendo ad alta voce libri

e tenendosi per mano,

un pò di pagine a testa

finiamo il libro,

e poi ci amiamo per il tempo che ci resta

Il sonno  ci trova legati

e la sveglia ci trova abbracciati

Iniziare la giornata con un abbraccio

non ha prezzo,

se poi  quell’abbraccio è con te

la gioia è infinita

Come vorrei vivere questa vita

BArti

31.10.20

ps: potete copiare interamente o a stralci, basta che citiate la fonte                                                                                è severamente vietato stamparlo su carta proveniente da alberi. grazie

portami Lei

Fiori e Spine

piccolo racconto:

Fiori e Spine

Tempo di ascolto : 7 minuti 05

Fiori & spine

Molti fiori hanno le spine, ma non per questo non si amano i fiori, anche la loro vita cominciava a mostrare le sue spine, ma non per questo non amavano la loro vita.Lei non si era mai fermata tanto in un posto, fin dalla nascita la sua vita si è svolta in un carrozzone, un errare da un paese all’ altro come una gita su e giù per l’Italia. La scuola l’aveva frequentata poco, la famiglia era la sua scuola i suoi genitori gli insegnanti, perché lei era sveglia come tutti le bambine assorbiva il sapere che gli veniva offerto con il cervello sveglio e il cuore aperto. Tutto per lei era nuovo, il paese che diventa una abitudine,la gente che la tollerava ma non l’amava  lasciandola in solitudine,lei non capiva il perché, come si solèva dire : “era un pezzo di pane”. Non capiva la delusione dei  suoceri che avrebbero preferito  il loro figlio  frate, o la gelosia di donne che la trattavano male, solo perché lui l’aveva scelta per stare al suo fianco nel cammino della vita e alla svelta.                                              Non aveva mai messo piede nemmeno in una fabbrica, a mala pena reggeva stare chiusa in una casa, la fabbrica non gli si addìceva, ma gli bastava pensare a lui e l’ amore che aveva nel cuore faceva sparire tutte le sue paure, le sue ansie e si sentiva addolcire non vedeva l’ora di tornare a casa ad abbracciarlo coccolarlo, amarlo e coccolarlo. Anche per lui le cose stavano cambiando radicalmente, l’amore non era stato contemplato attentamente fin’ ora  ma gli era capitato, conosceva solo l’amore per i familiari, ma l’amore per una donna quello gli era nuovo erano rari. Questo voltare pagina nella sua vita non fu molto semplice, iniziando dal rapporto con i suoi genitori  che cambio totalmente,visto che loro speravano  prendesse i voti ed invece si ritrovarono un’altra famiglia in casa che loro ignorarono. Si era trovato un lavoro umile che gli permetteva di mantenere la nuova famiglia che si stava costruendo , come un nuovo cantiere era in paese il lavoro, e quindi una volta finite le ore lavorative poteva correre a casa da lei senza cercare alternative ad abbracciarla, coccolarla e amarla come il cuore gli raccontava.Passarono un paio di anni le cose lentamente stavano cambiando,arrivò un altro figlio stavolta un maschietto che incalzando creò un po’ di problemi  fin dalla nascita: nacque settimino, magrino e sottopeso  ma per  fortuna poté iniziare il suo cammino.     l’anno prima in ospedale  era arrivata l’incubatrice, un paio di mesi li dentro e alla fine ritornò a casa con loro contento.Con l’allargamento della famiglia arrivarono ulteriori problematiche,  per sostenerla lui dovette andare a lavorare in città come camionista ma questo nuovo lavoro lo teneva lontano da casa tutta la settimana, partiva il Lunedì mattina prestissimo e tornava al venerdì sera tardissimo.        Lei non era pronta non aveva nemmeno la forza di gestire la sua lontananza,  i rapporti con i suoceri peggiorarono invece di migliorare inizio la lagnanza. La gente del paese sembrava non vederla nemmeno, non aveva uno straccio di amicizia che la capisse appieno, una persona con cui parlare sfogarsi, era solo Lui che le rendeva il cuore sereno,  Lei cerco con tutte le sue forze di non fare pesare questa sua situazione sulle spalle di lui, ma sentiva che per lei era troppo, entrò in agitazione  cominciò cosi ad andare in ansia e poi venne la depressione che la portò in ospedale prima e poi in osservazione.Lui probabilmente avendo la testa altrove venne coinvolto in un incidente con il camion piuttosto grave, una persona perì e gli ritirarono la patente, al processo fu assolto con formula piena e gli venne ridata,ma lui la stracciò e non volle più guidare  la vita va rispettata. E si mise a fare l’uomo di fatica.Dopo un po’ lui divenne il suo sfogatoio, cosi invece di gustare il poco tempo in cui rimanevano assieme, cominciarono a sfogare l’uno verso l’altro le proprie paure le proprie sofferenze,  aggiungendo disagio al disagio, accùendo le differenze, massi messi sul cuore che più che  appesantirlo lo avrebbero tumulato .E alla fine ci riuscirono, stretti nel loro problema dimenticarono l’amore che li aveva uniti e andarono irrimediabilmente verso la separazione, Lei se ne andò di casa in una mattina di maggio, il sole era alto l’aria era pulita  e dolce, il profumo dei fiori abbracciava il paese per cui era bella la vita,  ma loro sentivano solo le spine, lei torno dai suoi genitori,i bambini rimasero con Lui, e per loro appassirono  i fiori lui la guardò andare via con le lacrime agli occhi, ma non sapeva cosa o come fare nemmeno con i figli, ma per loro c’erano i nonni,  per lui invece non c’era nulla dopo di lei, per la prima volta nella sua vita. Apri una bottiglia e non si fermò fino a farla finita,una volta raggiunto il fondo non smise più di bere finchè  non se ne andò per sempre, senza il suo amore.

B.Arti

ps: potete copiare interamente o a stralci, basta che citiate la fonte

 è severamente vietato stamparlo su carta proveniente da alberi. grazie

 

GURU è La parola del giorno

                                                         Guru

[gù-ru] SIGN Maestro spirituale; esperto nel proprio settore

Dall’hindi [guru] गुरु, ‘mentore spirituale, esperto’, a sua volta dal sanscrito [guru] गुरु, ‘precettore spirituale, persona venerabile’, il cui significato viene dall’aggettivo [guru] गुरु, ‘pesante, importante, di gran valore’ (si confrontino il latino [gravis] e il greco [barýs] βαρύς).                                                  Capita spesso di sentire frasi come ‘il dottor Tizio è un guru della chirurgia estetica’, oppure ‘dovresti leggere il testo di Caio, un gurutra i latinisti!’. Tizio e Caio, chiaramente, sono grandi esperti nei loro campi, dei veri e propri maestri, delle guide. E quindi noi li chiamiamo guru. Ma, come non raramente accade nel passaggio dalle lingue antiche a quelle moderne, i significati di alcune parole vengono, in qualche modo, desacralizzati – non smetterò mai di sorridere pensando al fatto che ora in Grecia, per indicare il coltello da tavola, usano la parola (makhaíri) che ai tempi dei poemi omerici designava la daga degli eroi (mákhaira). Ed è proprio questo il cambiamento di significato che si ha chiamando guru il dottor Tizio – certo, un gran chirurgo, ma pur sempre un chirurgo che forse, di spiritualità, ne sa ben poco.                                                                                                                      Già in sanscrito troviamo uno spettro relativamente ampio di significati: non solo ‘maestro’, ma anche ‘persona importante’; e quest’ importanza spettava anche ai genitori: al plurale i guru erano anche la madre e il padre.                                                                                                                       Il guru per eccellenza, però, era quel maestro che faceva da guida al discepolo: il suo compito era quello di istruire il suo protetto negli śāstra (शास्त्र), i trattati riguardanti varie aree del sapere, e formarlo prima che passasse alla guida dell’ācārya (आचार्य), il cui compito era quello di iniziarlo allo studio dei Veda (i testi sacri dell’India antica), all’arte del sacrificio e ai misteri religiosi. Pare che il legame che si creava tra il guru e il discepolo fosse così forte da impedire relazioni tra il discepolo e le eventuali figlie del maestro, le quali sarebbero state alla stregua dell’incesto; non a caso, il termine viene tradotto nel dizionario come ‘genitore spirituale o precettore spirituale’.                                        E dell’importanza del guru nella vita spirituale dell’India ci rendiamo conto leggendo l’Advayatāraka Upaniṣad (अद्वयतारक-उपनिषद् ), una delle Upaniṣad – i testi di commento o aggiunta ai Veda – dedicate allo yoga: in essa si spiega infatti, con un’etimologia popolare, che ‘la sillaba gu indica l’oscurità, la sillaba ru indica colui che la disperde, per via della qualità di disperdere l’oscurità, il guru è così chiamato’; insomma, una specie di, e passatemi l’inesattezza scientifica, ‘illuminista spirituale’.                                                                                                                                             Poi, prendendo un momento in esame la parola ‘Upaniṣad’ (si pronuncia ‘upànisciad’), vale la pena sottolineare il fatto che, combinando i significati delle radici di cui è composto, questo termine indica l’azione dello star seduti davanti a qualcuno, ma su un livello più basso. E chi sarà questo qualcuno? Proprio lui, il guru, che dall’alto guarda e istruisce il suo discepolo.                                                   Quindi, tra una cosa e un’altra, non sempre i sentimenti di rispetto e riverenza assoluti legato a questa parola sopravvivono identici a quelli antichi; ma certamente anche adesso, tra ciarlatani, specialisti, professoroni e vere guide spirituali, il mondo, da oriente a occidente,pullula di guruguru della chirurgia, della fotografia, della cucina   molecolare, dell’economia e, ora come allora, anche dello spirito.                                                                             https://unaparolaalgiorno.it/significato/G/guru?utm_source=newsletter&utm_medium=mail&utm_content=parola&utm_campaign=pdg